Talee CBD: cosa sono

Quando si parla di coltivazione della cannabis, è doveroso analizzare nel modo migliore possibile ogni singolo elemento, così da poter entrare in possesso di tutte le informazioni necessarie prima di procedere alla coltivazione.
Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, la cannabis è una particolare tipologia di pianta che necessita di una cura costante, così da poter beneficiare di un risultato finale di elevata qualità.
I fattori da tenere costantemente sotto controllo durante le fasi di coltivazione sono vari: la giusta quantità d’acqua, l’esposizione alla luce, una corretta areazione e il giusto tasso di umidità sono solo alcuni degli elementi fondamentali, grazie ai quali è possibile massimizzare gli sforzi profusi, ottenendo così delle infiorescenze sane e buone da consumare.
Tuttavia, pochi sanno che oltre ai semi è possibile avviare una coltivazione anche adoperando le talee: a questo punto, quindi, è necessario cercare di capire di cosa si tratta e perché sono convenienti.

Cosa sono nello specifico?

Le talee CBD sono, nello specifico, i rami recisi dalla pianta madre: se utilizzati in maniera corretta, questi particolari rami possono essere piantati nel terreno, creando così un vero e proprio clone della pianta coltivata.
Il motivo principale per il quale si configurano come una scelta da prendere in considerazione, è perché in questo modo si ha la possibilità di replicare in tutto e per tutto la pianta coltivata originariamente, potendo di conseguenza conservare quello che è il patrimonio genetico della pianta.
Tuttavia, come spesso accade in questi casi, nasce spontaneo chiedersi se sia più conveniente avviare una coltivazione utilizzando i semi o le talee: contrariamente a quanto si possa pensare, sono tanti i coltivatori che prediligono l’utilizzo delle talee, poiché velocizzano il processo di crescita e sono più semplici da gestire sotto alcuni punti di vista.
Ecco dunque la necessità di approfondire ulteriormente tutta la questione.

Come si ricavano e si usano le talee?

Come si è avuto modo di dire in precedenza, le talee sono a tutti gli effetti dei rami facenti parte della pianta madre.
Ricavare le talee è un’operazione semplice: la prima cosa da fare, infatti, è recidere con precisione i rami della pianta madre; una volta fatta questa operazione fondamentale, le talee vengono fertilizzate attraverso l’immersione in acqua e attraverso l’utilizzo di appositi fertilizzanti, dando così vita in poco tempo a dei veri e propri cloni della pianta madre.
La pianta madre, tuttavia, non dovrà mai fiorire: in questo modo, dunque, il coltivatore può servirsi di tale pianta solo ed esclusivamente per ricavare le talee da utilizzare successivamente.
Grazie ad una costante cura e ad un’attenzione particolare durante tutta la fase di coltivazione, è possibile dare vita a delle piante che cresceranno in salute e perfettamente in grado di garantire una costante crescita durante l’anno.

Coltivare le talee: i consigli da seguire

La cosa più importante da fare, sicuramente, è quella di non stressare inutilmente la pianta: a tal proposito, quindi, è fondamentale tenere a mente che le talee possono essere riutilizzate un massimo di tre o quattro volte.
Le talee di canapa, essendo dei cloni della pianta madre, tenderanno con il tempo a prevalere su tutte quelle che sono le caratteristiche intrinseche della pianta originaria: è bene, quindi, provvedere ad un’opportuna sostituzione della pianta madre trascorso un po’ di tempo.
Da un punto di vista meramente generale, però, è fondamentale considerare che, sebbene le talee si configurino come una scelta vincente, non rappresentano in verità il modo migliore dal quale partire per un coltivatore neofita.
E’ bene quindi acquisire prima una certa dimestichezza con questo tipo di coltivazione, così da poter effettivamente gestire nel miglior modo possibile la crescita delle piante, evitando così di vanificare tutti gli sforzi profusi in fase di coltivazione.

I vantaggi della coltivazione di talee

La coltivazione di talee di canapa comporta una serie di vantaggi di cui tenere conto: innanzitutto, se la pianta madre è femmina, anche le talee genereranno piante femmine; oltre questo fattore fondamentale, è interessante sottolineare come in questo caso si possa preservare la genetica della pianta, dando così vita a dei cloni di cannabis light.
Da un punto di vista più specifico e circoscritto, le talee che si genereranno dalla pianta madre avranno anche le sue stesse caratteristiche: prima di procedere alla coltivazione, quindi, è bene informarsi sulle percentuali di CBD e di THC.
Per quanto riguarda la coltivazione vera e propria, è consigliabile sicuramente affidarsi ad una coltivazione indoor: grazie anche alle tante growbox presenti sul mercato, è possibile velocizzare e massimizzare i risultati della coltivazione, così da poter effettivamente risparmiare tempo poiché in tal caso non è necessario tenere conto delle condizioni climatiche esterne che giocano un ruolo fondamentale.

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