Muta francese nelle cocorite, si può curare?

Ci sono patologie che possono colpire tutti gli esseri viventi ed altre che vanno ad incidere solo su determinate specie.

Tra le malattie che possono contagiare le cocorite ci si può imbattere nella muta francese (falsa muta), o polyomavirosi. Il suo nome deriva dal fatto che si manifestò per la prima volta nei grandi allevamenti francesi, per poi diffondersi velocemente in tutto il mondo, colpendo anche altri generi di pappagalli.

Si tratta di una malattia che impedisce a questo grazioso uccellino di spiccare il volo, andando ad intaccare il piumaggio, limitandosi, nei casi meno gravi, alle grandi piume di ali e coda.
La livrea, pur essendo completa, presenta una crescita anormale. Le piume diventano sempre più fragili, mostrando un’arricciatura più o meno marcata e, alla loro caduta, non vengono più sostituite. Anche becco e unghie possono apparire deformate, con conseguenze devastanti sull’alimentazione.

Oltre ai sintomi facilmente visibili nei soggetti adulti che riescono a sopravvivere, il pappagallino appare apatico e sofferente. La mortalità è molto elevata negli individui più giovani, variando dal 30 al 100% dei casi riscontrati; superato il mese di vita, la sopravvivenza è pari al 100%, se la patologia è cronica, ma, in caso di crisi acuta, le conseguenze sono spesso fatali.

La muta francese è di origine virale e pertanto è molto contagiosa. Viene trasmessa da pappagalli infetti attraverso la polvere delle penne, le secrezioni gastriche, la pelle e le feci. Mancanza di igiene e pulizia, dieta non equilibrata, carenze vitaminiche e sovraffollamento sono tra le cause di propagazione del virus, che si può diffondere anche nelle uova, generando pulcini già infetti.

Possono esistere portatori sani. Soggetti apparentemente normali che però trasportano un bagaglio genetico idoneo ad infettare soggetti deboli.

Ma si può curare la muta francese nelle cocorite?

Innanzitutto sarebbe opportuno isolare tempestivamente i soggetti che presentino i sintomi tipici della malattia, provvedendo a igienizzare e mantenere una pulizia rigorosa della gabbia. Individuare precocemente i soggetti infetti, ricercando il virus e gli anticorpi specifici è la migliore arma di prevenzione.

Come per tutte le malattie che originano da virus, gli antibiotici sono totalmente inutili. Non esistono cure specifiche e non esiste un vaccino. Il lavoro del veterinario si rivolge alla riduzione dell’immunosoppressione del piccolo paziente. Non sono tuttavia rari i casi in cui il pappagallino ondulato sviluppi una immunità, che però non può garantire una protezione completa dall’infezione.

Nei casi meno gravi, le cocorite possono comunque condurre una vita casalinga, vivendo in gabbie modificate per consentire loro di arrampicarsi, essendo impossibile cimentarsi nel volo.

Compito di ogni buon allevatore, consapevole delle conseguenze di una infezione così importante, devono necessariamente essere:

  • mantenere in condizioni igieniche ottimali i soggetti e gli ambienti dove vivono;
  • valutare scrupolosamente la provenienza di nuovi esemplari da inserire, attuando test e mettendo in quarantena tutti i nuovi arrivi;
  • isolare gli individui ammalati (o, almeno escluderli dalla riproduzione).

In attesa che arrivi il vaccino, questi sono gli unici sistemi idonei ad una drastica riduzione della malattia.

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