I tipi di legno italiani per l’architettura e l’arredamento

Quando parliamo di arredamento sicuramente il legno è il materiale per antonomasia. La resistenza e l’indistruttibilità di questo nobile materiale sono sotto i nostri occhi. Quante volte siamo rimasti affascinati da un mobile antico in legno, tramandato di generazione in generazione e che ancora sprigiona tutta la sua straordinaria bellezza? Con i suoi colori naturali e le sue prestigiose venature rimanda la memoria alla terra, rafforzando in ognuno di noi la solidità delle nostre radici.

Ecco perché sono sempre di più gli architetti e gli interior designer che scelgono di utilizzare il legno a 360°, impiegandolo sia per la costruzione della casa che per l’arredamento. Tuttavia ogni pianta fornisce un legno con caratteristiche diverse, sia per quanto riguarda le tonalità che per la resistenza e la capacità di lavorazione. Vediamo allora quali sono i tipi di legno maggiormente utilizzati per l’architettura e per l’arredamento e che potremmo suddividere in due categorie:

  • legni duri provenienti dalle latifoglie
  • legni morbidi provenienti dalle conifere

Legni duri: caratteristiche e privilegi dei tronchi più pregiati

Quando parliamo di legni duri utilizzati per l’arredamento e l’architettura ci riferiamo a cinque tipologie di piante che si ritrovano molto spesso nella realizzazione di arredi:

  • il noce
  • l’ulivo
  • il castagno
  • l’acero
  • il frassino

Il noce è senza dubbio una delle piante più maestose presenti nel nostro Paese. Il colore del legno ricavato dal tronco del noce è tendenzialmente tendente al grigio, grigio bruno, con piccole venature che spaziano tra il rosso ed il nero.Duro al punto giusto il noce è un legno abbastanza duttile e facile da lavorare e consente ogni tipologia di intervento di lucidatura. Utilizzato fin dai tempi del Rinascimento, questo legno ha un grandissimo impatto estetico e viene utilizzato per la costruzione di mobili ed arredi di prestigio. La stagionatura richiede un’attenzione particolare poiché potrebbe essere soggetto all’attacco di tarli.

L’ulivo è considerato l’albero tipico per eccellenza della macchia mediterranea. Facile da trovare nelle colline dell’Italia centrale e meridionale può svilupparsi fino a raggungere altezze vertiginose, come spesso capita di ammirare nelle piante di ulivo secolari. Il legno di ulivo, nella sua caratteristica tonalità tendente al giallo, si presenta molto duro ed è adatto per la tornitura e per la realizzazione di mobili di un certo valore. Anche se risulta particolarmente resistente all’attacco dei tarli, occorre prestare molto attenzione durante la stagionatura perché potrebbe tendere ad imbarcarsi.

Tutti abbiamo nella mente immense distese di castagni caratterizzate da alberi che superano anche i 30 metri di altezza. Il legno del castagno viene utilizzato prevalentemente per la costruzione di mobili, grazie alla sua tonalità gialla arricchita da preziose venature brune o fulve. Questo legno non offre una grande resistenza ai tarli, mentre invece riesce a garantire una buona resistenza all’acqua. Proprio per questa sua particolare caratteristica viene spesso utilizzato per la realizzazione di mobili ed arredi cucina e bagno, zone che più di altre si presentano a rischio umidità.

Come il castagno, anche l’acero offre una grande resistenza a vapori ed acqua, mostrandosi però anch’esso più soggetto all’attacco di tarli. Grazie alla capacità dell’acero di adattarsi a qualsiasi clima è possibile trovarlo in qualsiasi regione italiana, in particolar modo nelle zone mediterranee. Alto circa 35 metri offre un legno che si presenta bianco con ricche sfumature che possono andare dal giallo al rosso, per giungere fino al viola. La sua resistenza agli ambienti umidi lo rende il legno ideale per la realizzazione di mobili intarsiati per la cucina e per il bagno.

Leggermente più basso dei precedenti, il frassino difficilmente supera i 25 metri di altezza. Diffuso in tutta Europa offre un legno bianco madreperlato, resistente ed elastico, che viene spesso impiegato per le piallacciature e per il rivestimento di mobili.

Legni morbidi: caratteristiche e privilegi dei tronchi più duttili

I legni morbidi utilizzati per l’architettura e l’arredamento sono:

  • l’abete
  • il douglas
  • il pino
  • il larice

L’abete può essere di varietà bianco o rosso. Nel nostro Paese le distese di abeti si trovano principalmente lungo le Alpi e gli Appennini, dove possono raggiungere anche i 50 metri di altezza. La grande presenza di nodi nel tronco e la scarsa resistenza all’acqua fanno sì che venga utilizzato principalmente per la realizzazione di mobili che verranno successivamente sottoposti a placcatura o laccatura.

Il douglas è una pianta appartenente alle conifere più alte d’Europa, e raggiunge i 50 metri di altezza. Pur somigliando a prima vista all’abete, un’occhiata più attenta rivela una struttura completamente differente tra i due legni. L’impiego principale del douglas è quello che lo vede utilizzato più per le costruzioni che per la realizzazione di mobili.

Il pino cresce prevalentemente nelle zone montuose e raggiunge altezze di circa 40 metri. Il suo impiego è prevalentemente legato alla realizzazione di panche, panchine, cassapanche e madie.

Il larice ha un aspetto davvero caratteristico, con i suoi rami che crescono verso il basso per poi voltarsi verso l’alto. Raggiunge altezze intorno ai 35 metri ed offre un legno tendente al rosso con la presenza di venature scure. Facile da lavorare in quanto particolarmente elastico, permette di avere mobili ed arredi che garantiscono un’ottima resistenza sia ai tarli che all’umidità.

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