Come diventare un barman

Lavorare come barman è una carriera affascinante e creativa, che permette di conciliare divertimento e opportunità di carriera commisurate alle proprie abilità.

Come diventare barman?

Serve innanzitutto curiosità e coraggio, capacità di lavorare in autonomia, saper comunicare e gestire le relazioni sociali, voglia di continuare a crescere professionalmente e imparare, mettendosi sempre in gioco.
Per intraprendere la professione è altamente consigliabile, anche se non obbligatorio, conseguire un diploma presso un istituto alberghiero, conseguendo un titolo idoneo ad operare nella somministrazione di alimenti e bevande. Il secondo passo è quello di frequentare un corso riconosciuto e specifico per barman. Questi studi forniscono le basi della materia.
Dal punto di vista legale, non esistono però titoli scolastici imposti per poter operare in questo settore, fatta eccezione per le certificazioni sanitarie obbligatorie.
Attenzione però, non si può diventare barman da autodidatti!
Frequentare un corso di studi serio, dove con 70 ore di corso si acquisiscono le conoscenze di base attraverso corsi teorico-pratici e con circa ulteriori 270 ore di specializzazione la competenza diventa avanzata, evitando scuole a basso costo, magari con poche lezioni on line, consente di avere competenze qualificate e di essere pronti ad entrare in questo magico universo.

Anche nel settore del “beverage”, l’evoluzione delle abitudini alimentari di un pubblico sempre più globalizzato comporta necessariamente lo studio e la soddisfazione di esigenze particolari, dettate da una clientela rinnovata e da tendenze in continuo movimento. Requisito imprescindibile è la conoscenza delle materie prime utilizzate e dei dosaggi migliori per esaltare il gusto di ogni singola bevanda. Studiare sul campo gli strumenti del mestiere e le più variegate attrezzature da bar, affiancare professionisti autorevoli (rubando con gli occhi e facendo propri i movimenti dietro il bancone, senza però mai perdere la propria personalità) è la via migliore per fortificarsi con competenze e metodo, tecniche di versaggio, preparazione e conservazione.

Un percorso di studi in costante aggiornamento che, con tanta passione ed esperienza, permette di creare ricette uniche.

Il buon barman (o bartender), se si vuole usare la versione americana) è uno specialista nella preparazione di cocktail e long drink, ma conosce anche la storia dei professionisti di questo lavoro e sa incantare elencando ingredienti e origine di ciò che sta creando. La maestria nel destreggiarsi tra shaker e jigger non è l’unica caratteristica di questo mestiere, quasi da prestigiatore, nella sua versione di barman acrobatico. Ha una competenza a 360° sul mondo alcolico e analcolico e sa gestire alla perfezione il settore caffetteria, conosce le spezie e le proprietà della frutta, sa dosare con cura zuccheri e sale. In pratica è un po’ sommelier e un po’ barista… con quel qualcosa in più. Il bancone del bar diventa per lui un palcoscenico. Sa rapportarsi e comunicare. Fondamentale è la comunicazione non verbale, fatta di gestualità. E’ una professione molto pratica. Richiede concentrazione e coordinazione.

Oltre alle conoscenze linguistiche, che rappresentano un passaporto per la carriera, la disponibilità di spostamento e le esperienze maturate, rappresentano punti in più per un Curriculum Vitae che consente di approcciarsi ad una professione in grado di offrire importanti possibilità di guadagno e grandi soddisfazioni professionali, una figura ricercata in ogni parte del mondo.

Insomma, qualcosa di veramente appagante per chi ha un forte spirito di iniziativa e la voglia di non fermarsi mai!

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