Quanto si paga di tasse alle Canarie come libero professionista

Quando si parla di avventura e cambiamenti repentini di vita è impossibile astenersi dal dire la frase “mi apro un’attività alle Canarie”.

La maggior parte delle volte è una frase buttata lì per lì.

Ma se si facesse sul serio? Cambiare vita e trasferirsi alle Canarie non è affatto impossibile, purché si sia a conoscenza di alcune questioni, soprattutto burocratiche, legate al condurre la vita in un altro paese.

Se poi ci si intende trasferirsi per realizzare il sogno di lavorare all’estero, magari aprendosi un’attività economica in proprio, diventando di conseguenza un libero professionista, è bene essere informati in modo completo ed esaustivo a proposito dell’eventualità di intraprendere un’avventura che potrebbe rivelarsi incredibilmente soddisfacente.

Uno degli aspetti da esaminare in modo approfondito è quello della tassazione. In che modo è regolamentata la tassazione in un paese come le Canarie?

A livello pratico, quante tasse paga un libero professionista proprietario di un’attività nell’arcipelago spagnolo?

 

Caratteristiche del sistema fiscale delle Canarie

 

Le Canarie, nonostante appartengano all’Unione Europea (sotto la legislazione della Spagna), sono caratterizzate da una tassazione più bassa rispetto al resto dell’Europa.

Ma non per questo sono considerate paradiso fiscale.

In linea generale, il livello basso di imposte fiscali deriva dal fatto che, essendo collocate nella cosiddetta “zona ultraperiferica” dell’Unione, l’autonomia del paese (sia economica che burocratica) è assai più elevata.

Un basso livello di tassazione comporta che la vita costi generalmente di meno, e ciò influisce di conseguenza anche su alcuni aspetti commerciali legati alla possibile apertura di un’attività.

Pagare le tasse alle Canarie significa avere residenza fiscale, il che comporta che bisogna vivere in una delle isole dell’arcipelago per un periodo superiore alla metà esatta dei giorni dell’anno (quindi per un arco di tempo maggiore di 183 giorni).

Un libero professionista è tenuto a presentare una dichiarazione specifica ogni 3 mesi con la quale paga un’imposta pari al 20% dell’utile, mentre una società è tenuta a pagare un’aliquota pari al 25% che viene ridotta al 15% nel caso in cui la società sia stata aperta da meno di due anni (sino ad un tetto massimo di utili pari a 300.000 euro).

L’aliquota sale al 20% solamente se l’utile supera il tetto massimo.

 

Altre particolarità del sistema di tassazione

 

residenza fiscsale alle canarieUno strumento particolarmente utile per pagare meno tasse alla Canarie è il “RIC”, ovvero la “Riserva per gli Investimenti alle Canarie”.

Questa permette di mettere da parte una parte dell’utile che va dallo 0,1% sino al 90%, e così facendo si evita di pagare le imposte in modo completo.

Un esempio è quello di mettere da parte il 90% dell’utile, che comporterà che alla fine dell’anno si paghino imposte solamente per il 10% dell’utile.

Meccanismo analogo quello della “DIC”, ovvero la “Deduzione per gli Investimenti alle Canarie”, il quale comporta il pagamento di soli due terzi dell’imposta.

Per quanto riguarda la fatturazione di un’attività, alle Canarie è presente una tassa simile all’IVA denominata “IGIC” (13,50% aliquota alta, 7% normale e 3% bassa), mentre le aliquote sui prodotti di prima necessità sono quasi pari allo 0%, così da favorire la crescita più spontanea del sistema economico.

Infine, per aprire una società alle Canarie si dovrà versare un capitale sociale pari a 3000 euro.

 

Fonte: Canarie Consulting

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