Data entry: a cosa serve questo servizio

Siamo nell’era dei data, ovvero dei dati se vogliamo dirla all’italiano.

Si parla sempre più spesso di big data, open data e ultimamente di data entry.

Ma di cosa stiamo realmente parlando? Innanzitutto dobbiamo partire dal definire il termine e dal circoscrivere l’area nella quale ci stiamo muovendo.

Siamo nel mondo dell’informatica e per data s’intende un dato tendenzialmente codificato, quindi un data può essere un testo numerico, un testo classico o un testo alfanumerico, un immagine, un video, un audio.

In informatica un dato generalmente è rappresentato tramite bit.

Qualsiasi oggetto che viaggia nel web è un data.

Data la mole di dati esistenti si parla di big data.

Se tali dati invece sono accessibili a tutti ci si riferisce agli open data.

E per data entry cosa s’intende?

 

Data entry, inserimento di dati

 

L’espressione data entry sta ad indicare l’inserimento di dati in un sistema informatico o in una base dati.

È un operazione nata dalla necessità di gestione e immagazzinamento dei dati che circolano nel mondo.

Negli ultimi due anni i data hanno superato l’ordine degli Zettabyte, questo significa che sono circolati più di un triliardo di byte.

Per questo è nata la figura dell’operatore di data entry, si sa che da una nuova necessità nasce una nuova figura lavorativa.

 

Chi è l’operatore di data entry?

 

Attraverso software specifici, computer e tasteriera l’operatore che si occupa della trascrizione dati, in un’azienda, in un’istituzione o più generalmente dove necessario, si occupa di digitalizzare e inserire dati di natura diversa.

L’operazione più comune è il trasferimento dal supporto cartaceo a quello informatico di testi che possono essere numerici se nell’ambito della contabilità o prettamente testuali come ad esempio report o lettere.

Lo scopo dell’operazione di digitalizzazione è il riperimento ed uso dei dati in maniera semplice e aperta a più operatori.

La seconda fase del lavoro di un operatore di data entry è la verifica.

Un dato viene sempre inserito due volte all’interno della piattaforma opportuna da due operatori diversi, questo per assicurare la correttezza del’operazione.

I data entry vengono monitorati anche attraverso controlli di ridondanza, che funzionano con codici di verifica appositamente elaborati, e tramite filtri in real time.

Una volta inseriti e controllati i dati vengono inviati al cliente attraverso il formato più consono.

 

Data entry sì o no?

 

Porsi una domanda sull’efficenza di questo sistema è ridondante.

Il data entry è una necessità per clienti pubblici o privati che si vedono costretti a preservare i loro documenti.

Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e la nascita dei database rassicura chi non vuole e non può permettersi che documenti contenenti dati importanti e sensibili rischino di perdersi.

I settori nel quale il data entry è una consuetudine sono molteplici, si va dalla documentazione fiscale a quella bancaria e della pubblica amministrazione.

Il data entry è l’archiviazione 2.0, è il futuro che tende ad accantonare i vecchi faldoni impolverati e a volte tarlati.

Gli archivi pubblici così diventano accessibili a tutti, anche a centinaia di chilomentri di distanza e stando comodamente seduti sulla propria poltrona, solo tramite qualche semplice click.

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