LA BECCACCIA EUROPEA
La beccaccia europea è scientificamente nota col nome a
lei assegnato ancora dal primo sistematico, Carlo Linneo
che, nel 1758, la chiamò Scolopax rusticola, nome che etimologicamente
significa "palo puntuto (skolops) abitante le campagne (rusticola)"
(Moltoni, 1946).
Fa parte di una unica specie, assai variabile morfologicamente,
diffusa in tutta l'Eurasia e parte dell'Africa settentrionale.
Più esattamente, mentre in Europa nidifica fin oltre il
Circolo Polare, in Asia indicativamente non oltrepassa il
60° lat. Nord (nella taiga dello Yenissei, Siberia, è stata
osservata a 63° 10' lat. Nord ma non a 64° 20'; Bourski
. 1990).
I limiti meridionali di nidificazione, piuttosto definiti
in Europa, sono meno certi altrove.
In particolare, senza interessare l'Africa settentrionale,
si spingono tuttavia alle Isole Azzorre, Madera e Canarie;
in Europa tali limiti passano a sud dei Pirenei, Corsica,
Italia settentrionale (a livello dell'Appennino tosco-emiliano,
tranne casi eccezionali, v. più avanti), Balcani (Monti
Rhodope in Bulgaria), nelle regioni del Mar Nero, nel Caucaso,
Armenia, Turkestan russo e cinese, Tibet settentrionale
e risalgono verso i contrafforti orientali dell'altipiano
Mongolo, continuando fino al Giappone (Malhié, 1978; Fraguglione,
1983; Kiseleva e Bassilana, 1989).
Ovviamente all'interno di tale immenso territorio la nidificazione
avviene nelle zone adatte.
I limiti meridionali dell'area di svernamento oscillano
tra i 10° (in Asia) e i 30° lat. Nord in Africa settentrionale;
nei paesi mediterranei, sverna in Algeria, Marocco, Tunisia,
Baleari, Corsica, Sardegna, Sicilia, buona parte delle penisole
italiana e iberica, Francia, Jugoslavia, Albania, Grecia,
Asia Minore; ma poi un po' tutti i paesi circummediterranei
e del Mar Nero, soprattutto lungo la fascia costiera. Cionondimeno
Libia ed Egitto sono frequentati da contingenti assai modesti.
All'Ovest il limite di svernamento è dato dalle coste atlantiche
europeee e nordafricane del Marocco; non è certo che beccacce
migratrici raggiungano le Canarie, Madera e le Azzorre dove
la beccaccia è sedentaria (Fraguglione, 1983).
Anche nelle isole britanniche esistono popolazioni praticamente
sedentarie, cui si aggiungono quelle continentali svernanti.
Fraguglione (1974) riporta i casi, in verità piuttosto rari,
di beccacce trovate nelle isole atlantiche dell'estremo
Nord (oltre all'Islanda, le Spitzberg) e quelli, eccezionali,
di beccacce europee reperite in Groenlandia (due volte.
nel 1906 e nel 1940-42) e sul continente nordamericano (Vaurie,
1965). Evidentemente tali casi estremi si riferiscono a
uccelli fuorviati e trasportati da particolarissime condizioni
atmosferiche.
Tutte le beccacce appartengono alla famiglia degli Scolopacidi
(insieme a chiurli, gambette, totani, beccaccini ecc.).
LE SPECIE AFFINI
Oltre alla S. rusticola esistono specie affini, appartenenti
allo stesso genere (Scolopax) e perlopiù sedentarie in grosse
isole:
- Scolopax mira Hartert; beccaccia dell'isola Amami (Giappone);
- S. saturata Horsfield: beccacia di Giava, con due sottospecie
entrambe di montagna, una delle isole di Giava e Sumatra
(S. s. rosembergii Schlégel);
- S. celebensis Riley: beccaccia di Celebes, con due sottospecie
(celebensis Riley e heinrichi Stresemann);
- S. rochussenii Schlégel: beccaccia delle Molucche (Isole
Obi);
- S. minor Gmelin: beccaccia americana migratrice, che sostituisce
la nostra nell'America settentrionale (sovente ascritta
a un genere a parte Philohela);
-
Scolopax bukidnonensis , descritta da pochi anni nelle Filippine
Qui di seguito tutte le specie e/o sottospecie di beccacce
note nel mondo, riprodotte rispettando le proporzioni relative.
Come si vede dalle immagini le differenze sono soprattutto
legate alla colorazione del dorso, all'assenza di barrature
sulle parti inferiori e alla lunghezza del becco (Hayman
et al., 1991, modificato e rifatto da M. Pesce).
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